MACCHINE, PRODOTTI E ATTREZZATURE                  PER LA COLTIVAZIONE DEL VIGNETO


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Grazie allo sviluppo della meccanizzazione, la produzione vitivinicola si avvale oggi di tecnologie all’avanguardia in grado di offrire attrezzature e macchinari per gestire in modo più efficiente l’azienda, ottimizzando i tempi, riducendo i costi e garantendo un livello costante nella qualità del prodotto finale.
La moderna gestione del vigneto consente di ridurre al minimo le operazioni manuali comprese quelle che, dal punto di vista agronomico e secondo la tradizione, non possono prescindere dall’intervento dell’uomo. Questa considerazione necessita in ogni caso di approfondite riflessioni e senza dubbio in una sede più appropriata, considerando le eccezioni del caso. Alcune grandi aziende vitivinicole, oggi applicano una meccanizzazione integrale nelle operazioni di campo e fatte le opportune eccezioni per motivi orografici o per dimensione dell’impresa viticola, possiamo osservare che i risultati ottenuti, confermano la bontà delle soluzioni tecniche adottate. Registriamo quindi che la meccanizzazione sta cambiando il volto della viticoltura (italiana e non solo) grazie o a causa del continuo squilibrio tra costo della manodopera e prezzo dell’uva. Almeno sotto questo aspetto, nessuno può negare che meccanizzare le operazioni nella vigna, nel medio-lungo periodo, giova alle tasche degli imprenditori.
Con il termine “meccanizzazione” intendiamo le operazioni effettuate stagionalmente con l’ausilio di una macchina specifica, di un sistema e/o di un supporto tecnologico in grado di aumentarne l’efficacia, la precisione e ridurne i tempi. Già a partire dalla progettazione del vigneto grazie a strumenti per la rilevazione dei dati, computer e software specifici, è possibile realizzare la mappa del vigneto finito. Il resto del lavoro si svolge a tavolino determinando il numero esatto di pali, barbatelle e accessori necessari nonché il costo complessivo e i tempi di realizzazione delle opere, ivi comprese eventuali opere fondiarie quali drenaggi, sistemazioni delle pendenze etc..
La fase successiva di scelta delle varietà e relativi cloni per l’impianto del nuovo vigneto, comporta la conoscenza di diversi fattori tra i quali il suolo, la fertilità, il clima e non solo; la scelta delle barbatelle va dunque ponderata e grazie alle numerose varietà e cloni messi a disposizione dalle aziende vivaistiche, è possibile trovare le soluzioni alle più svariate esigenze produttive e del territorio. 
A questo punto come orientarsi nella scelta dei pali, fili e accessori destinati all’impianto del vigneto? Anche in questo caso l’offerta è assai ampia ed è facile trovare soluzioni per qualunque forma d’allevamento, per impianti meccanizzabili parzialmente o integralmente e per altre specifiche esigenze. 
 
Le lavorazioni del suolo - vangatura, fresatura, erpicatura, lavorazioni sottofila interceppo e nell'interfilare - si affrontano con attrezzature sempre più efficienti; lo stesso discorso vale per la gestione dell’inerbimento, che può essere totale, a file alterne, spontaneo o controllato e può usufruire di attrezzature specifiche quali trinciatricifalciatrici oltre a numerosi accessori. Da notare che oggi sono disponibili attrezzature in grado di svolgere più funzioni contemporaneamente (cantieri riuniti) e possono essere installate sulle trattrici in posizioni differenti (anteriore, posteriore, laterale o ventrale) a dimostrazione di come la ricerca e l’innovazione spinga verso una diminuzione dei tempi d’intervento e di conseguenza dei costi.
In tema di difesa fitosanitaria del vigneto, annotiamo come la difesa “naturale” (biologico o biodinamico),  riscuota sempre più consensi, sia per una accresciuta consapevolezza nei confronti della salute umana e animale, sia per le offerte delle aziende del settore che sviluppano prodotti specifici e orientati maggiormente alla “eco-sostenibilità”. Ciò nonostante la difesa fitosanitaria con prodotti chimici mantiene una posizione di leadership nell’impiego da parte delle imprese viticole.
Lo sviluppo di nuovi principi attivi e di conseguenza di prodotti, hanno determinato progressi sotto il profilo della riduzione delle dosi utilizzate e del rischio ecologico in alcuni casi. 
Parallelamente anche le attrezzature destinate alla loro distribuzione - irroratori, atomizzatori e nebulizzatori - sono state migliorate per garantire la distribuzione di quantità ridotte (basso volume), per contenere la dispersione nell’ambiente grazie a sistemi di recupero della soluzione impedendo il cosiddetto "effetto deriva" e migliorato l’efficacia d’azione dei prodotti stessi, aderendo meglio sugli apparati vegetali trattati..
 
Analogo discorso può valere per la concimazione del vigneto quale operazione strettamente legata alla produzione: oggi “interpretare” il fabbisogno nutrizionale del vigneto non è più sufficiente, così come non basta basarsi esclusivamente sulla tradizione per scegliere il quando e il come distribuire il fertilizzante. Questo atteggiamento non rientra nei canoni di una gestione agronomicamente ed economicamente corretta. E’ di massima importanza conoscere la dotazione del suolo (anche per singole porzioni di vigneto) e fare una valutazione analitica per ottenere la fotografia nutrizionale utile a calcolare gli apporti necessari sulla base delle asportazioni annuali. 
Oltre alla tradizionale “concimazione al piede” in alcuni casi si ricorre alla concimazione fogliare sfruttando il periodo dei trattamenti fitosanitari per veicolare nello stesso momento anche i prodotti nutritivi.
La distribuzione del fertilizzante minerale può sfruttare spandiconcime gestiti da computer e sistemi GPS che riconducono a quell’insieme di soluzioni tecnologiche conosciute come “precision farming” o agricoltura di precisione.
La viticoltura di precisione è un insieme di tecnologie (trattrice, attrezzature e computer) che consentono all'operatore di intervenire in modo differenziato e mirato nei processi di gestione del vigneto stesso, con l’obiettivo di realizzare una gestione personalizzata addirittura per ogni singola pianta. L’interazione tra i vari sistemi (satellite, software e macchina operatrice) installati a bordo del trattore, consente di impostare il lavoro della macchina in funzione delle esigenze del vigneto stesso.
 
Anche l’irrigazione (laddove consentita dal disciplinare di produzione) è tra i processi che sfruttando la tecnologia, permette di monitorare con apposite centraline e sensori agro-fenologici lo stato idrico e il fabbisogno idrico del vigneto, provvedendo all'intervento irriguo o programmandolo in modo automatico. 
Sicuramente oggetto di confronto è invece la potatura (potatura secca o invernale) attività in parte ancora ritenute off-limits alla meccanizzazione in quanto si ritiene possa incidere negativamente sulla qualità dell’uva, nonché sulla longevità del vigneto. 
In ogni caso e in funzione della forma di allevamento prescelta oggi è possibile disporre di attrezzature che montate lateralmente o anteriormente alla trattrice effettuano l’operazione su una sola spalliera, oppure scavallando il filare possono operare sui due lati del filare stesso.
E’ pratica diffusa l’esecuzione della potatura invernale con un intervento meccanico di pre-potatura seguito da un’operazione di rifinitura manuale con forbici tradizionali, pneumatiche o elettriche in un unico cantiere dove gli operatori utilizzano un apposito pianale trainato dal trattore che esegue l’operazione primaria.
Un’altra operazione importante quanto delicata è la potatura estiva; strettamente correlata alla produzione oggi si esegue sempre più frequentemente con cimatrici meccaniche con varie modalità di esecuzione del taglio in funzione della tipologia di apparato (lame, coltelli, etc..). Altra operazione delicata e determinante per la completa maturazione dell’uva è la sfogliatura, e grazie a macchine defogliatrici (alcune con gestione computerizzata) consente l’asportazione delle foglie in modo veloce, sicuro ed efficace. I vari modelli presenti sul mercato sfruttano principi di eliminazione diversi tra loro, dall'aspirazione e taglio, all'aspirazione e strappo mediante rulli, a tamburi flessibili rotanti oppure termiche che “scottano” la foglia provocandone la coagulazione delle proteine e il disseccamento e la caduta nel giro di qualche giorno.
Nei vigneti dove la giacitura e la conformazione consentono l’accesso ai mezzi meccanici, è possibile effettuare anche la legatura dei tralci con macchine lega tralci (per forme di allevamento tipo Guyot) oppure manualmente mediante legatrici elettriche dotate di batteria che rendono molto più agevole e veloce l’esecuzione dell’operazione. 
L’ampia gamma di macchine operatrici utilizzabili in viticoltura possono essere applicate sul trattore in punti diversi (anteriore, posteriore o ventrale), utilizzando la presa di forza, il sollevatore e i circuiti idraulici presenti sui moderni specializzati. Altra novità è rappresentata dalle macchine multifunzione scavallanti - trattrici a tutti gli effetti - in grado di “portare” più attrezzature per effettuare lavorazioni e trattamenti su più filari contemporaneamente.
I trattori: essendo mezzi indispensabili sono al centro dell’attenzione e oggetto di aggiornamenti costanti sotto il profilo tecnologico. Le case costruttrici puntano attualmente ad offrire prodotti versatili (per usi molteplici indifferentemente alla potenza richiesta) alla riduzione dei consumi di carburante, nonché alla  riduzione dell’inquinamento. Particolare attenzione è posta al comfort di guida e naturalmente alle performances del mezzo, per consentire all’operatore di svolgere la propria attività in maniera efficiente e sicura. Molti prodotti sono dotati di strumenti di “comunicazione” trattore - macchina operatrice (tipo il sistema ISOBUS secondo quanto stabilito nella norma ISO 11783) al fine di automatizzare le informazioni riguardanti le operazioni di campagna.
L’atto finale della campagna viticola ha come clou un periodo di tempo molto limitato e decisivo per l’inizio del ciclo di produzione del vino, la vendemmia. Le macchine per la raccolta sono sempre più sofisticate e aggiornate con sistemi di controllo multi-parametrici in grado di selezionare il prodotto da vendemmiare in base a funzioni predeterminate (colore, maturazione, etcc). Tale opzione permette di scegliere in base alla qualità del prodotto e di raccoglierlo separatamente destinandolo a linee di trasformazione differenti una volta conferito in cantina.
L’innovazione è quindi un “cambiamento” cioè progresso e ottimizzazione e così in viticoltura (come in altre attività) coinvolge tutti i processi di produzione e trasformazione, offrendo la possibilità di utilizzare al meglio le risorse disponibili (tempo, materie prime e capitale) con lo scopo di mantenere ad alti livelli la competitività delle aziende sul mercato.