Programma convegni Potatura Day

Martedì 11 dicembre 2012 presso l'Azienda Riccagioia, via Riccagioia 48, Torrazza Coste (PV)

Seminario “Potatura della vite”. Tecnologie e sostenibilità
Il seminario si svolgerà in Sala "Gallini" con inizio alle ore 9,00 e termine alle ore 10,00 e lo stesso seminario verrà replicato in tarda mattinata con inizio alle ore 11,30 e termine alle ore 12,30.

Apertura lavori e saluto
Relatori
Osvaldo Failla, professore associato, presso la Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Milano
Titolo relazione – La potatura meccanica della vite: stato dell'arte e recenti acquisizioni sperimentali.
Matteo Gatti, ricercatore, presso l’Istituto di Frutti-Viticoltura della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza
Titolo relazione - La potatura meccanica della vite: stato dell'arte e recenti acquisizioni sperimentali.

La potatura meccanica della vite: stato dell'arte e recenti acquisizioni sperimentali.
Matteo Gatti
La potatura invernale della vite, in funzione della vigoria dei ceppi e della forma di allevamento, richiede tradizionalmente tra le 60 e le 120 ore/ha che potrebbero essere sostanzialmente ridotte dalla meccanizzazione. Peraltro, a fronte dei problemi crescenti relativi al reperimento di manodopera qualificata, la potatura meccanica è ancora poco diffusa e comunque adottata in aree di moderata pendenza per specifiche forme di allevamento a potatura corta. Di recente si è osservato un interesse crescente verso la meccanizzazione di tali pratiche anche a seguito della disponibilità di soluzioni tecniche che uniscono la precisione operativa alla facilità d’utilizzo. L’effetto più evidente della potatura meccanica consiste nell’aumento del carico di gemme per ceppo al quale la vite risponde attuando meccanismi di regolazione vegeto-produttiva riconducibili alla riduzione del tasso di germogliamento, della fertilità delle gemme, dell’allegagione, del peso del grappolo e della bacca. La produzione delle viti sottoposte a potatura meccanica può essere simile oppure superiore a quelle potate manualmente ed è generalmente associata a un immutato livello qualitativo delle uve che è funzione di una maggior efficienza della chioma. La risposta dei diversi vitigni alla potatura meccanica ha evidenziato una certa variabilità che è riconducibile alla fertilità basale. In Italia, la potatura meccanica della vite è stata studiata su genotipi a bassa fertilità basale quali il Montuni e la Croatina per i quali sono stati descritti efficaci fenomeni di autoregolazione. Di recente, è stato valutato l’adattamento del Barbera alla potatura meccanica rispetto analizzando, nello stesso tempo, l’effetto di due differenti livelli di rifinitura. Nelle viti potate a macchina il tasso di germogliamento è diminuito di oltre 2 volte rispetto al controllo. La tecnica non ha sostanzialmente mutato il quadro quanti-qualitativo consentendo una riduzione dei tempi di lavoro superiore al 50%.


Convegno “Produzione energie alternative da biomassa del vigneto”. Trattazione generale delle tematiche di produzione energie alternative da materiali di potatura e descrizione di casi applicativi. In collaborazione con Tergeo
Il seminario si svolgerà in Sala "Gallini" con inizio alle ore 14,00 e termine alle ore 15,30.

Apertura lavori e saluto
Relatori
Walter Righini, presidente della Federazione Italiana di Produttori di Energie da fonti Rinnovabili e amministratore delegato di Teleriscaldamento Coogenerazione Valtellina Valchiavenna Valcamonica
Titolo relazione - Trattamento biomasse a fini energetici: l'uso dei sarmenti per il teleriscaldamento e la coogenerazione.
Davide Chiaroni, Vicedirettore Energy & Strategy Group ˆ Politecnico di Milano
Titolo relazione - L'energia da biomassa nel vigneto: applicazioni e casi pratici.

Trattamento biomasse a fini energetici: l'uso dei sarmenti per il teleriscaldamento e la co-generazione.
Walter Righini- FIPER
A partire dalle indicazioni del Testo Unico Ambientale (d.lgs.152/2006) le potature delle coltivazioni agricole, tra cui i vigneti, vengono annoverate tra le biomasse di origine legnose impiegabili per la produzione di energia. Tali residui sono definiti dal legislatore “sottoprodotti” e in quanto tali possono essere considerati esclusi dalla disciplina dei rifiuti a condizione che rispettino i seguenti requisiti: siano originati da un processo non direttamente destinato alla loro produzione, il loro impiego non arrechi danni alla salute umana e all’ambiente, non debbano essere sottoposti a trattamenti preventivi o trasformazioni diverse da quelle meccaniche.
La raccolta e l’utilizzo energetico dei sarmenti può rappresentare una riduzione di costi o anche una fonte di reddito per le imprese agricole, visto il potere energetico intrinseco di questo materiale. A titolo di esempio, in Valtellina, le centrali di teleriscaldamento co-generativo a biomassa TCVVV si approvvigionano dei sarmenti dei consorzi vinicoli locali da impiegare come biocombustibile. I sarmenti necessitano esclusivamente della fase di cippatura per essere impiegati in caldaia. Da un metro di filare di vigna, si ricava circa 1 kg. Biomassa derivante dalla potatura da cui si può ottenere energia termica necessaria per “farsi” una doccia calda!
A partire dall’entrata in vigore del D.M. 6 luglio 2012 sulla promozione di energia rinnovabile, l'opportunità offerta dall'utilizzo dei residui di potatura come fonte energetica è assai più significativa. Il legislatore, infatti, riconosce un incentivo supplementare il cosiddetto “bonus” alle imprese che producono energia elettrica e termica in co-generazione, utilizzando sottoprodotti provenienti da attività agricola (Tabella 1A). Ciò significa che l’impiego di questo sottoprodotto oltre a essere destinato alle centrali di teleriscaldamento, può essere impiegato localmente dall’azienda agricola attraverso l’avvio di piccoli impianti co-generativi (<1 MW), la cui elettricità viene immessa in rete e il calore impiegato a fini produttivi. Altra utilizzazione di interesse dei sarmenti è la pellettizzazione; il cosiddetto “pellet di bacco” può essere impiegato direttamente per il riscaldamento dell’azienda agricola. Il Comitato Termotecnico Italiano è impegnato a tal fine nella definizione degli standard di questo tipo di pellet, che rientra nella categoria più generale dell’Agripellet” derivante dai residui dell’attività agricola.  
 A seconda delle specificità territoriali e dell’analisi della domanda di energia locale, è possibile destinare questo tipo di materiale a diverse tipi di filiere energetiche rinnovabili!

L'energia da biomassa nel vigneto: applicazioni e casi pratici
Davide Chiaroni, Vicedirettore Energy & Strategy Group – Politecnico di Milano
“L’attenzione per le tematiche della sostenibilità ambientale ­ reimpiego delle risorse e riduzione dei consumi ­ è andata via via crescendo negli ultimi anni nel settore vitivinicolo. La crisi economica pone tuttavia le imprese di fronte alla necessità, anche e soprattutto con riferimento alla sostenibilità, di mantenere sotto controllo i costi e di effettuare solo investimenti che possano rivelarsi effettivamente remunerativi.
Obiettivo della presentazione è riflettere su come sia possibile conciliare i due aspetti sopra riportati in un contesto tecnologico, normativo e di mercato in continua evoluzione, attraverso la discussione di applicazioni e casi pratici”.

Per informazioni:
Unione Italiana Vini: info@uiv.it
Riccagioia SCpA: Tel. 0383 377520 - eleonora.lardini@riccagioia.it

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